martedì, 29 gennaio 2008, ore 12:00
scarabocchiato da kinki_gerlinki in mezza maratona

Domenica mattina ore 7.20, cielo leggermente nuvoloso, temperature in aumento.
Non lo so ancora, ma i miei compagni di avventura mi aspettano già sotto casa in anticipo di 10 minuti.
Dopo avere scambiato sorrisi e convenevoli si parte.
Destinazione Palazzetto dello Sport di Casalbeltrame, ritrovo e partenza della mia prima mezza maratona: San Gaudenzio.

E’ il mio momento, lo sento ma non voglio pensarci.
Questa mezza è arrivata un po’ prematura, ma fortemente voluta.
Non ho seguito alcuna tabella.
Nell’ultimo mese ho semplicemente allungato drasticamente la mia distanza massima.
Sono pronta? Atleticamente no, ma mentalmente sì, e non è poco.
So che farò un tempaccio intorno alle 2h30’, ma non mi importa.
Questa volta va bene così. Mi interessa solo capire se le mie gambe seguiranno la mia testa e se la mia testa sarà in grado di sostenere le mie gambe.

Arrivati al ritrovo il gruppetto si allarga.
Sono quasi tutti amici dell’Atletica Ambrosiana.
Mi sorridono, mi esortano, mi fanno le ultime raccomandazioni, mi dicono di provare a scendere sulle 2h10’. Loro sono decisamente più veloci di me, ma Paolo mi ha promesso di non mollarmi per tutto il percorso. Quando sei agli inizi come me e ti testi su una distanza tanto lunga, avere un partner di fianco è fondamentale. So già che Paolo rappresenta la garanzia di arrivare al traguardo in un modo o nell’altro, perché di salire sulla “scopa” non se ne parla!

Non riesco a fare il riscaldamento che vorrei perché negli ultimi minuti la confusione regna sovrana tra depositare la borsa, cambiarmi, far l’ultima capatina in bagno (eh sì!) e cercare Paolo che nel frattempo si è allontanato!
Ci ritroviamo in extremis, il tempo di posizionarci rigorosamente in fondo al codazzo di partenza e sentiamo lo starter dare il via!
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Partenza un po’ incosciente e quindi indolore.
Il mio gps rogna emettendo strani beep. Il display dice "low battery".
Argh! Proprio oggi?!? Segno del destino. Vuol dire che non lo devo guardare.

Siamo nelle retrovie e stiamo benissimo.
Siamo quelli che non hanno ansie di risultato.
Siamo quelli che si guardano attorno mentre corrono.
Siamo quelli che se la godono.
Siamo i bottom runners!

Sono letteralmente rapita dalla bellezza dei lunghi tratti di rettilineo che ci offre il percorso, alla fine dei quali si stagliano le Alpi innevate.
L’asfalto, la linea bianca al centro, le mie scarpe che battono colpi regolari mi fanno provare un indescrivibile senso di pace, riducendo sensibilmente la percezione della fatica.
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Maciniamo chilometri su chilometri senza che il nostro viso sia mai realmente segnato dallo sforzo.
Ci fermiamo velocemente ad ogni ristoro apprezzandone varietà e organizzazione, ripartendo al ritmo perduto.
Dopo i primi 10 km, Paolo si sbilancia e mi dice che se continuiamo con questa andatura, dovremmo chiudere in 2h12’.
Lo guardo incredula.
E’ decisamente molto al di sotto delle mie previsioni, ma è pur sempre una proiezione! Non c’è ancora da esultare, ma da mantenere il passo.

Il gruppetto che avevamo affiancato alla partenza ci abbandona restando indietro.
Non riesco a capire se hanno mollato loro, abbiamo accelerato noi, o tutte e due le cose.
Un po’ mi spiace, un po’ mi gaso.
Forse stavolta riuscirò a non arrivare ultima.

Al 18° km ci troviamo davanti un cavalcavia. Mi scappa una parolaccia, o forse due, ma mi carico.
Affronto la salita con grinta e addirittura azzardo un sorpasso! Paolo sorride.
Mancano tre chilometri e la sua proiezione è sempre 2h12’.

L’ultimo chilometro mi sembra il più lungo mai percorso.
Non riesco a scorgere il traguardo, sono impaziente, vorrei aumentare il passo, ma da diversi chilometri sento le gambe di pietra.
Ecco, mancano gli ultimi 195 metri ed io grido - Ma dov’è???  L’hanno smontato!! Non ci hanno aspettato!! - riferendomi al gonfiabile blu.
Paolo mi dice che è dietro l’angolo che stiamo per svoltare e mi incita a fare lo scatto finale, urlandomi “Di più! Di più! Di più!”
Con fatica immensa aumento la falcata e la velocità.
Taglio il traguardo e guardo il cronometro: 2h12’30”!
Paolo da galantuomo, arriva un secondo dopo.

Ce l’ho fatta, con un tempo molto al di sotto delle mie aspettative, ma soprattutto Paolo lo sapeva dall’inizio!!  ;-)
Grazie di tutto e arrivederci a Stresa!


 


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lunedì, 03 settembre 2007, ore 13:03
scarabocchiato da kinki_gerlinki in amore, corsa, allenamento, chilometri, io , montagnetta

10km - MontestellaMontagnetta, poco dopo le 19, temperatura intorno ai 25° C.

Una cornice pressoché perfetta per centrare il mio obiettivo: i miei primi 10 km!

10 km in meno di 1h e 15' per stare dentro i tempi della Deejay Ten.

Il mio gps fa un beep prolungato.

Workout completed! 10 km in 1h8m55s.

Questo è il momento in cui avrei voluto abbracciare lui.
Lui che oramai non sa più chi sono.

Ma io so di essere Valeria.
E se il mio primo pensiero è per lui, il secondo è per me. Buon segno!
In un fiat la soddisfazione e l'orgoglio per l'obiettivo raggiunto superano il magone e io penso già al prossimo allenamento...

 




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martedì, 07 agosto 2007, ore 17:33
scarabocchiato da kinki_gerlinki in vacanze, relax, ferie, me , io

Da quasi una settimana sono immersa nel relax delle mura domestiche natie.

Le giornate scorrono copiose tra le pagine di un noir, un allenamento misurato imparaggibilmente dal mio nuovo Garmin, un giro in scooter, un piatto cucinato amorevolmente da mia madre...

In questo contesto così familiare, semplice e raccolto, il mio accesso alla rete è limitato a pochissimi momenti nell'arco della giornata, approfittando dei pochi minuti in cui mi padre molla le sue traduzioni e magnanimamente mi dice "tieni, controllati la posta!".

Ergo, a parte essere a corto di spunti per motivi oggettivi (sebbene un paio di argomenti li avrei), non ho materialmente il tempo che vorrei per farne dei post. 

Chi mi conosce sa che sono una precisa ai limiti del perfezionismo e che non potrei mai mettere giù i miei pensieri senza avere la possibilità di editarli per almeno un'ora senza fiato sul collo.

A presto, o a prestissimo (chi lo sa!) per un improvviso colpo di genio...



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sabato, 28 luglio 2007, ore 15:31
scarabocchiato da kinki_gerlinki in amore, uomini, paradosso, telefonini, maschi, me

Parte terza anche se la seconda non l'ho scritta.
Non l'ho ritenuta meritevole di menzione.
Ma sono weirdo e di saltare una parte me lo posso permettere.

Dovrei fare almeno un breve riassunto delle parti precedenti, ma non c'è molto da dire.

Un ragazzo, una ragazza, un paio di telefonini, tanti sms, tanti baci, tante parole.
Il collante mettetelo voi.
Mettetelo anche a caso, tanto il risultato non cambia.

Non li ho contati, ma credo che ammontassero circa ad una ventina i messaggi che recitavano

"vorrei fossi qui".

Una ventina negli ultimi due giorni o tre giorni, altrimenti sarebbero molti di più.

Da quanto digiato ieri si dava per scontato un rendez-vous per il week end.
Stamattina è partito anche uno spontaneo non richiesto

"Buongiorno ammmmmmmmore!".

Nel giro di un'ora è iniziato il delirio.
Una serie di frasi sconnesse di cui la più bella era

"Sto bene quando sono con te ma non sento la voglia di vederti!".

Un simpatico paradosso, ma nulla in confronto a quello che anni fa coniai io:

"Ti amo ma non sono innamorata di te".

Tranquillo Pappagallino tonto, non sarei mai arrivata a scrivertelo, nemmeno per esercizio stilistico.

Ti avevo definito una boccata d'aria e sei stato davvero un alito di vento in una giornata di afa.
E' tornato il caldo, è tornata la coerenza, la mia.










 


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